Gull Sølv · Prezzo grano
Quotazione in tempo reale · CBOT ZW=F

Prezzo del grano oggi –
Quotazione CBOT in tempo reale per tonnellata (EUR)

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Calcolatore prezzo grano – grano tenero, grano da foraggio e grano duro

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Andamento storico del prezzo del grano in EUR per tonnellata

CBOT Grano (ZW=F) — EUR/MT

Prezzo del grano per unità oggi

UnitàPrezzo (EUR)Prezzo (USD)
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Per 100 kg––
Per kg––
Per staio (CBOT)––

Prezzi del grano per tipologia – per tonnellata

Grano tenero
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Frumento tenero · ≥11% proteine
Grano da foraggio
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Ca. −12% vs. grano tenero
Grano duro
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Pasta/semola · importazione

Cosa determina il prezzo del grano per tonnellata?

Il prezzo mondiale del grano si forma principalmente su due mercati a termine: il CBOT (Chicago Board of Trade) per il grano Soft Red Winter americano (ticker ZW=F, quotato in US cents per staio) e il MATIF (Euronext Paris) per il grano tenero europeo (quotato in euro per tonnellata). Per gli operatori italiani, entrambe le quotazioni sono rilevanti: il MATIF per il grano tenero europeo, e il mercato internazionale per il grano duro canadese e australiano destinato alla produzione di pasta.

L'Italia è il più grande produttore mondiale di pasta — circa 3,5 milioni di tonnellate l'anno — e dipende in larga misura dall'importazione di grano duro di alta qualità, soprattutto dal Canada (Manitoba), dall'Australia e, storicamente, dal Mar Nero. Questa dipendenza rende il mercato italiano particolarmente sensibile alle variazioni nei corridoi del grano ucraino e russo.

Grano tenero vs. grano duro — distinzione fondamentale per l'Italia

In Italia la distinzione tra grano tenero (frumento tenero) e grano duro (frumento duro) è di importanza centrale per l'intera filiera alimentare. Il grano tenero viene macinato per produrre farina destinata a pane, pizza, biscotti e prodotti da forno. Il grano duro viene trasformato in semola per la pasta secca, che è il prodotto alimentare emblematico della cucina italiana. Il grano duro è prodotto principalmente in Puglia, Sicilia, Basilicata e Molise, ma la produzione nazionale è insufficiente rispetto al fabbisogno dell'industria pastaria.

Le Borse Merci e i prezzi di riferimento italiani

In Italia, i prezzi di riferimento per il grano vengono stabiliti dalle Borse Merci locali, in particolare quelle di Bologna, Milano e Foggia. La Borsa Merci di Foggia è storicamente il riferimento per il grano duro del Sud Italia. Questi listini vengono pubblicati settimanalmente e fungono da base per i contratti tra agricoltori, commercianti e molini.

IVA sul grano in Italia
Pane e pasta (alimenti di prima necessità) sono soggetti all'aliquota IVA ridotta del 4%. Le farine per uso alimentare sono soggette all'aliquota del 10%. I mangimi e i cereali per l'alimentazione animale sono soggetti all'aliquota ordinaria del 22%. Tutti i prezzi su questa pagina sono IVA esclusa.

Il mercato del grano in Italia: pasta, filiera e "grano 100% italiano"

L'Italia produce annualmente circa 6–7 milioni di tonnellate di grano tenero e circa 4 milioni di tonnellate di grano duro, principalmente nelle regioni della Pianura Padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto) per il grano tenero, e in Puglia, Sicilia e Basilicata per il grano duro. Tuttavia, la produzione nazionale di grano duro non è sufficiente a soddisfare la domanda dell'industria pastaria, che si affida massicciamente alle importazioni.

La filiera italiana del grano e l'etichettatura "100% italiano"

Negli ultimi anni, il tema dell'origine del grano nella pasta ha assunto rilevanza crescente per i consumatori italiani. Diversi pastifici hanno adottato volontariamente l'etichetta "grano 100% italiano" per differenziare i propri prodotti e rispondere alla domanda di trasparenza sulla filiera. Tuttavia, questa scelta ha anche implicazioni di prezzo: il grano duro italiano di qualità ha tipicamente un premium price del 10–20% rispetto al grano duro importato dal Canada o dall'Australia.

L'impatto della guerra in Ucraina sulla pasta italiana

L'Ucraina era storicamente un importante fornitore di grano tenero per i mulini italiani. La guerra del 2022 ha interrotto queste forniture, contribuendo a una fiammata dei prezzi del grano tenero e, di riflesso, della farina. L'industria pastaria italiana ha subito un aumento significativo dei costi delle materie prime, con un impatto diretto sui prezzi al consumo della pasta, che sono aumentati del 20–30% nel biennio 2022–2023.

La Pianura Padana (Valle del Po) è la principale area di produzione di grano tenero in Italia, con le province di Bologna, Ferrara, Mantova e Verona tra le più produttive. La Val Padana beneficia di condizioni climatiche favorevoli per il grano tenero, con irrigazione disponibile nelle aree più siccitose.

Domande frequenti sul prezzo del grano

Il prezzo del grano per tonnellata in euro viene aggiornato automaticamente ogni 15 minuti su questa pagina. È basato sui futures CBOT ZW=F convertiti in EUR tramite il tasso di cambio corrente. Consulta l'indicatore in cima alla pagina per la quotazione attuale.

Il grano tenero (Triticum aestivum) viene utilizzato per produrre farina per pane, pizza e prodotti da forno. Il grano duro (Triticum durum) è invece la materia prima per la pasta secca e la semola. In Italia, il grano duro è prodotto principalmente in Puglia, Sicilia e Basilicata, ma la produzione nazionale non copre il fabbisogno dell'industria pastaria, che si affida alle importazioni dal Canada, dall'Australia e dagli USA.

In Italia le aliquote IVA sul grano variano in base all'uso finale. Pane e pasta (alimenti di prima necessità) sono soggetti all'aliquota del 4%. Le farine per uso alimentare sono soggette all'aliquota del 10%. I mangimi e i cereali per l'alimentazione animale sono soggetti all'aliquota ordinaria del 22%. Tutti i prezzi su questa pagina sono IVA esclusa.

Le Borse Merci sono mercati locali dove vengono fissati i prezzi di riferimento per le materie prime agricole in Italia. Le principali per il grano sono Bologna, Milano e Foggia. La Borsa Merci di Foggia è il punto di riferimento storico per il grano duro del Sud Italia. I listini settimanali vengono utilizzati come base per i contratti tra agricoltori, commercianti e molini.

L'Italia importa ogni anno diverse milioni di tonnellate di grano duro per soddisfare il fabbisogno dell'industria pastaria. Le principali fonti di importazione sono il Canada (grano duro Manitoba, di alta qualità proteica), l'Australia, gli Stati Uniti e, prima del 2022, l'Ucraina e la Russia. La produzione nazionale di circa 3,5–4 milioni di tonnellate non è sufficiente a coprire la domanda interna.

L'etichetta "grano 100% italiano" indica che il grano duro utilizzato per produrre la pasta è stato coltivato interamente in Italia. Questa certificazione è diventata sempre più popolare tra i produttori che vogliono differenziarsi sul mercato e rispondere alla crescente domanda di trasparenza da parte dei consumatori. Il grano duro italiano di qualità ha generalmente un prezzo del 10–20% superiore rispetto al grano importato.

La guerra in Ucraina del 2022 ha interrotto le forniture di grano tenero e in parte di grano duro dall'area del Mar Nero verso l'Italia. Questo ha contribuito a una forte impennata dei prezzi del grano, con riflessi diretti sulla farina e sulla pasta. I prezzi al consumo della pasta sono aumentati del 20–30% nel biennio 2022–2023, prima di stabilizzarsi man mano che i flussi commerciali si riorganizzavano.

Il prezzo del grano al chilogrammo si ottiene dividendo il prezzo per tonnellata per 1000. Per un prezzo di mercato di 200 €/tonnellata, il prezzo al kg è 0,20 €. Per conoscere il prezzo al kg in tempo reale, consulta la tabella dei prezzi su questa pagina o usa il calcolatore selezionando "Chilogrammo" come unità.

Il CBOT (ZW=F) quota il grano Soft Red Winter in US cents per staio, sul mercato americano. Il MATIF quota il grano tenero europeo in euro per tonnellata, da Parigi. Per gli operatori italiani, entrambi i mercati sono rilevanti: il MATIF per il grano tenero europeo, il CBOT come riferimento globale. I due prezzi sono strettamente correlati ma possono divergere di 10–30 USD/tonnellata a seconda delle condizioni regionali.

Il grano duro in Italia si produce principalmente nelle regioni meridionali: Puglia (la regione più produttiva), Sicilia, Basilicata, Molise e Calabria. Queste regioni hanno climi caldi e siccitosi favorevoli al grano duro. In misura minore, il grano duro viene coltivato anche in alcune aree della Toscana e del Lazio. La Puglia da sola rappresenta oltre il 30% della produzione nazionale di grano duro.

Il WASDE (World Agricultural Supply and Demand Estimates) è il rapporto mensile dell'USDA sull'offerta e la domanda mondiale di cereali e semi oleosi. Viene pubblicato il secondo giovedì del mese e spesso provoca le maggiori reazioni di prezzo sul mercato del grano. Revisioni inattese delle stime di produzione possono far muovere il prezzo CBOT del 3–6% nel giorno della pubblicazione.

Il prezzo del grano segue tipici pattern stagionali: è spesso più basso in luglio–agosto (raccolta nell'emisfero nord, grande offerta) e tende a salire verso l'inverno. La primavera (aprile–maggio) è critica: siccità o inverni freddi negli USA, in Europa o in Russia possono far impennare i prezzi rapidamente. L'emisfero sud (Argentina, Australia) raccoglie in dicembre–gennaio, fornendo offerta aggiuntiva nei mesi invernali europei.

1 staio (bushel) di grano = 60 libbre = 27,2155 kg. 1 tonnellata metrica di grano = 36,7437 stai. Per convertire il prezzo CBOT in US cents per staio in USD per tonnellata, moltiplica per 36,7437 e dividi per 100. Esempio: 600 USX/staio × 36,7437 / 100 = 220,46 USD/MT.

L'Italia produce normalmente tra 6 e 7 milioni di tonnellate di grano tenero all'anno, principalmente nella Pianura Padana (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte). In anni favorevoli la produzione può superare i 7 milioni di tonnellate, mentre in anni siccitosi può scendere sotto i 5 milioni. Il grano tenero italiano viene principalmente destinato ai molini nazionali per la produzione di farina.